In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Scorrono le immagini di Berlusconi dal Papa: guardie svizzere, notabili, alti prelati, giornalisti accreditati, flash di fotografi, splendide e luccicanti sale, rigido protocollo vaticano [ molto vicino a quello di Gesù, pronto, in quel suo “ lasciate che i bimbi vengano a me “, a ridimensionare il “protocollo” che i primi discepoli volevano adottare ]
O mia povera chiesa dei poveri, è ormai tempo di non metter più toppe nuove in quel vestito vecchio che indossi, adeso alle ferite del tuo corpo martoriato.
Tu lo sai quanto è doloroso strappare completamente il vestito vecchio, ormai tutt’uno con la lebbra.
E’ doloroso toglierlo… provoca un dolore atroce e straziante ..ma lo dobbiamo fare.
Non è più tempo di mettere toppe nuove in abiti vecchi.
E’ tempo di mettere vino nuovo in otri nuovi.
Post Views:184
Una risposta a Rivestiti dell’abito nuovo mia Chiesa dei poveri.
Una risposta a Rivestiti dell’abito nuovo mia Chiesa dei poveri.