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Vangelo del giorno
Venerdì 28 Marzo 2025

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.


(Mc 12, 28b-34)
Bibbia – CEI 2008
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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

Tirisan

Mons Paglia In data del 29 luglio la segreteria della Federazione Biblica  Cattolica ha reso noto una lettera di Mons. Vincenzo Paglia, vescovo  di Terni e presidente della Federazione Biblica Cattolica, nella quale    si racconta la testimonianza di una famiglia di cristiani in Corea del  Nord, impegnati nella diffusione della Parola di Dio  e  nell’apostolato biblico in quella Nazione.      L’accusa: <<distribuiva copie della Bibbia >> ;  <<era una “spia” di Seoul e Washington >>

La sentenza di condanna a morte per Ri Hyon-ok, 33 anni, è stata eseguita il 16 giugno scorso a Ryongchon, città del nord-ovest poco distante dal confine con la Cina. Il giorno seguente, i genitori di Ri, il marito e i tre figli sono stati rinchiusi in un campo per prigionieri politici nella cittadina nord-orientale di Hoeryong.

 Il martirio della madre coreana è rimasta nel nascondimento per alcune  settimane e solo ora viene alla luce, in tutta la sua drammaticità. 

 

Terni, 25 luglio 2009

Carissimi amici della Federazione Biblica Cattolica,  desidero condividere con tutti voi quanto è accaduto in Corea del Nord il 16 giugno e che purtroppo abbiamo appreso solo oggi, domenica 25 luglio.

 

   La signora Ri Hyon-ok, di 33 anni, sposata e madre di tre figli è stata giustiziata dal regime con l’accusa di aver “distribuito Bibbie”.

   Il marito e i tre figli, il giorno dopo l’esecuzione, sarebbero stati rinchiusi in un campo di detenzione vicino alla città di Hoeryong presso la frontiera con la Cina. Cari amici, questa donna oggi sta davanti a tutti noi come una “martire” dell’apostolato biblico. Lei è morta per donare la Bibbia.

    E’ un esempio per noi che – come scrive la Lettera agli Ebrei – “non abbiamo resistito sino al sangue”(cfr Eb 12, 4).

 

Ho sentito il bisogno di comunicarvi questa testimonianza perché ci aiuta a riscoprire quella forza interiore che sola può sostenere il nostro lavoro.

 Negli anni passati altri due cristiani sono stati uccisi perché distribuivano Sacre Scritture, uno in Turchia e l’altro a Gaza.

   Certo, possiamo domandarci: quale minaccia rappresenta una Bibbia? Eppure la Bibbia rappresenta una parola diversa che sgretola ogni totalitarismo.

 

Cari amici, il martirio di Ri Hyon-ok ci rafforzi nella fede. Per parte mia vi saluto con un abbraccio di pace e quanto prima vi scriverò notizie sulle vicende ultime della Federazione che, grazie al Signore, sono sulla via della conclusione; e comunque impallidiscono davvero di fronte a testimonianze come questa.

 Il Signore ci benedica tutti.

 

Vincenzo Paglia

Presidente della FBC

 

 

berlben  Abbiamo letto su Repubblica.it e riproponiamo un’ analisi di Edmondo Berselli.

Secondo il cinismo della cultura prevalente nel circuito di potere berlusconiano, il cattolicesimo italiano è sufficientemente adulto per saper distinguere fra i comportamenti personali, eventualmente deplorevoli, e la funzione pubblica praticata da un leader politico.       

 Quindi la prostituzione di regime messa in piedi a Palazzo Grazioli apparterrebbe a uno stile di vita “folk”, da considerare con un sorriso di complicità. Si tratterebbe in questo senso di un tocco sovrano di eccentricità, il “Berlusconi’s Touch”, in cui il “presidente puttaniere”, come il Sultano si è definito, costituisce un gustoso tratto personale, a cui anche i cattolici convenzionali guardano con una sottaciuta simpatia. 

Sono bugie, finzioni, mitologie. È la cortina di menzogne che i principali collaboratori del presidente del consiglio, a cominciare dall’avvocato Ghedini, hanno cercato di alzare intorno al capo del governo. Una volta chiesero a Bettino Craxi, rifugiatosi a Hammamet, un giudizio su uno dei suoi numeri due, Giuliano Amato: “Un professionista a contratto”, rispose con tutta la malevolenza possibile Craxi. Ora Berlusconi di professionisti a contratto ne ha molti. Ma il suo stile e le sue notti di fiaba sono difficilmente neutralizzabili dai professionisti al suo servizio: e non vengono stigmatizzate ieri soltanto dall’Observer (“un governo marcio”) e dal Daily Telegraph (“premier libidinoso”): la stampa inglese mette in rilievo il tentativo berlusconiano di riguadagnare consenso nei confronti del mondo cattolico meno mondano e più tradizionale, per quel “popolo” ancora convinto delle verità contenute nel sesto e nel nono comandamento.

Ma non sarà il progetto di visitare il sacrario di Padre Pio a sanare la ferita, vera, che si è aperta nella psicologia del cattolicesimo qualunque. Per almeno due terzi dei cattolici italiani, abituati da decenni a trovare un’ancora nella Democrazia cristiana, Forza Italia e il Pdl erano rimasti una garanzia ideologica e “spirituale”, anche contro nemici invisibili, “i comunisti” continuamente evocati dallo spirito quarantottesco del Cavaliere. Scoprire la vera qualità dei comportamenti del Capo è stato un trauma.

Perché un conto è conoscere l’impronta culturale delle tv berlusconiane, nate e cresciute cullando il consumismo, l’edonismo, il culto del corpo, tutti i totem di una religione alternativa al magistero della Chiesa, Al massimo i cattolici vecchio stampo, di fronte allo spettacolo di centinaia di centimetri quadrati di epidermide, si vergognano un po’, e si consolano con la versione ufficiale esibita in ogni occasione dai leader di Forza Italia: tutti specializzati nel manifestare un cattolicesimo conformista e pronti a ogni pratica da baciapile per assicurare la loro fedeltà, laica e devota insieme, alla gerarchia.

Per strappare il velo di questa ipocrisia, e rivelare l’insostenibilità di queste acrobazie fra la bigotteria e la spregiudicatezza politica, ci voleva qualche gesto vistoso. Non il pronunciamento di un settimanale assai critico verso il berlusconismo come “Famiglia cristiana” o di altri organi e personalità del cattolicesino conciliare, dossettiano e più meno di sinistra, Ci voleva l’intervento del quotidiano della Cei, “Avvenire”, e del suo direttore Dino Boffo. Si può capirne l’importanza e lo spessore anche ex contrario, valutando il silenzio praticamente tombale (e non si tratta di ridicole tombe fenicie) con cui è stato accolto dall’informazione italiana. Boffo ha pubblicato tre lettere, in cui i lettori mettono in rilievo alcuni aspetti critici particolari, Il primo aspetto investe la “sfrontatezza” del premier e l’incongruenza tra vizi privati e pubbliche virtù. Subito dopo viene la critica alla riluttanza della gerarchia a prendere una posizione netta verso lo stile di vita di Berlusconi, cioè riguardo a “comportamenti improponibili per un uomo con due mogli, cinque figli, responsabilità pubbliche enormi e un’età ragguardevole”.

II direttore di “Avvenire” non si è tirato indietro. Il Berlusconi licenzioso induce a parlare di “desolazione”. Esiste, anzi dovrebbe esistere, un a priori etico che ha valore prima delle strategie politiche e delle dichiarazioni formali, Il “sondaggismo”, cioè il consenso volatile costruito dalle indagini demoscopiche ben orientate, non assolve nulla, Ecco, la fiducia che premierebbe comunque il buon cattolico, “il padre di famiglia”, che ammette ridendo “non sono un santo” è un’invenzione della scaltrezza dei professionisti a contratto del giro berlusconiano.

In realtà c’è un’Italia cattolica sicuramente moderata ma forse non ancora istupidita dai giochi di prestigio dei maghi della destra. È un pezzo di società poco conosciuto, che non si fa sentire, difficilmente voterà a sinistra, ma è perfettamente in grado di togliere la fiducia a un leader politico, e di sgretolarne la base di compenso, Per questa base cattolica, il pellegrinaggio a Pietrelcina e nei luoghi di Padre Pio contiene una strumentalità talmente plateale da generare addirittura un’insofferenza ulteriore. Il paese, come scrive Boffo a proposito della sfasatura fra il Berlusconi politico e il Berlusconi più ludico, potrebbe sentirsi “raggirato”.

Ebbene, la Chiesa è un organismo complesso, e la realtà cattolica non è identificabile con gli stereotipi. Forse in questa occasione i berluscones hanno scherzato troppo con un mondo che in genere conoscono poco, e che negli anni ha dovuto imparare a cambiare ripetutamente l’orientamento del proprio consenso. Il ritiro della fiducia avviene di solito in modo silenzioso. Questa volta potrebbe essere già cominciato, all’insaputa del mondo berlusconiano.

Martini  …. Molti mi scrivono per lamentarsi dei silenzi della Chiesa ufficiale su questioni di moralità politica. È possibile che in vari casi ci sia reticenza o paura a dire ciò che andrebbe detto. Ma è anche vero che ci sono molti pulpiti per le prediche, da quello più alto fino a quelli più riservati, che in certi casi sono più efficaci. La chiesa ufficiale non suole fare nomi di singole persone, perché diventerebbe facilmente una parte politica. Può e deve protestare contro comportamenti rovinosi e immorali, che siano in contrasto col bene comune e deve usare cautela nel ricevere o nell’onorare certi personaggi. Ma ciò non è sempre facile da stabilire e può darsi che in certi periodi si pecchi per difetto e in altri per eccesso.

Carlo Maria Martini – 26 luglio 2009

IRAN-VOTE-DEMO-OPPOSITION-MOUSAVI 
Ricevo da D. G. Bellia e faccio circolare con piacere questa e-mail
Carissimi, dovete sapere e fare circolare questa notizia
(J’ai reçu ce mail d’une très chère amie iranienne qui se trouve à 
Téhéran en ce moment. SVP, pouvez-vous la faire circuler?)

Ho ricevuto questa e-mail da una mia carissima amica iraniana che in 
questo momento si trova a Teheran. Per favore, la fate girare?
(La verità è in marcia e nulla la fermerà. Zola)

 

 

 
Traduzione:
ecco i risultati !  forniti da alcuni impiegati del ministero degli interni ( quando 
tutti non sanno più a cosa appigliarsi) … una piccola e-mail di resistenza, che si diffonderà velocemente…
numero di elettori 49,322412
numero di elettori votanti
42,026078
schede nulle
138716
voti per Mussavi 19,075623
voti per Karubi 13,387104
voti per Ahmadinejad 5,698417
voti per Rezai 3,7542
!!!! 

 

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